Ente Fauna Marina Mediterranea

Progetti di Ricerca

Progetti di ricerca

Scritto da Super User

Monitoraggio e analisi della pesca artigianale nell’area siracusana: dal 2008 la situazione della pesca artigianale nel siracusano è costantemente monitorata. Ulteriori e continue analisi permetteranno di delineare in modo ancora più chiaro quella che è la situazione della pesca e delle principali specie di interesse commerciale.

Interazioni tra cetacei e pesca artigianale: durante il monitoraggio della pesca artigianale abbiamo frequentemente registrato interazioni tra gruppi, più o meno grossi, di Tursiopi (Tursiops truncatus) che costantemente interagiscono e interferiscono con le normali attività della pesca esercitate nella zona. Da tali studi sta emergendo un quadro piuttosto chiaro sulla distribuzione dei gruppi di Tursiopi e delle aree in cui maggiormente viene segnalata la loro presenza e interazione con gli attrezzi della pesca. L’ente oltre a studiare direttamente la specie sta cercando di individuare metodi e strumenti al fine di evitare o ridurre l’interazione con la pesca, che oltre a danneggiare l’attrezzo e sottrarre al pescatore parte del pescato (danno diretto), obbliga il pescatore a riparare la rete, sottraendo quindi tempo e, quindi, guadagno alla sua attività (danno indiretto).

Monitoraggio e segnalazione specie rare e “aliene” del Mediterraneo: le segnalazioni di specie “aliene” all’interno del nostro bacino sono sempre più frequenti. Nuove specie vengono segnalate e quelle che si sono già adattate da qualche anno al nostro bacino sembrano essere sempre più frequenti. Consideriamo importante monitorare in modo continuo le nostre coste per segnalare l’eventuale aumento di specie aliene o l’ingresso di nuove, ma anche per approfondire gli studi su quelle specie ritenute rare.

BlennyWatcher Project: progetto di monitoraggio sulla famiglia Blenniidae. I Blennidi sono un raggruppamento ittico, una Famiglia, cui appartengono pesci, in genere molto piccoli, comunemente noti come “bavose”. In ambito mediterraneo, i Blennidi rappresentano solo una piccola parte del raggruppamento, che trova la maggior parte dei suoi rappresentanti distribuita nelle acque tropicali e subtropicali del globo. Nonostante ciò, all’interno dell’ittiofauna italiana, essi rappresentano una Famiglia di pesci relativamente numerosa e ben rappresentata. La maggior parte delle specie sono distribuite in tutte le acque costiere italiane, mentre poche altre hanno una distribuzione più limitata e sono abbondanti solo localmente. In tempi relativamente recenti, alcune specie a carattere termofilo sono state segnalate per la prima volta in acque italiane. A seguito delle recenti nuove segnalazioni, diverse specie hanno espanso il loro areale di distribuzione; altre sono divenute rare in aree in cui un tempo erano abbondanti; altre ancora vengono riportate a profondità in cui non erano state precedentemente riportate.

Studi su pelagici: in particolare sulla Lampuga (Coryphaena hippurus) e sui giovanili di Tonno rosso (Thunnus thynnus).

L’area marina del tratto di mare prospiciente alla costa siracusana è uno dei pochi siti italiani in cui ogni anno viene catturata a livello professionale la specie pelagica Lampuga (Coryphaena hippurus). Ogni anno, infatti, a partire dal periodo estivo inoltrato, fino ai mesi freddi di novembre – dicembre, questa specie si avvicina dal mare aperto verso acque costiere (soprattutto esemplari giovani), talvolta in banchi molto numerosi e anche molto vicino alla costa. I nostri pescatori questo lo sanno bene e sanno altrettanto bene sfruttare l’abitudine di questa specie a radunarsi all’ombra di oggetti galleggianti. Ogni anno vengono infatti costruiti quelli che sono localmente detti “cannizzi” o “cannizzati” e tecnicamente noti come FADs (Fish Attracting Devices), per poi circuirli e salparli tramite reti a circuizione calate da apposite imbarcazioni.

Ogni anno, a partire dal periodo tardo estivo, le coste avolesi sono teatro del passaggio di giovanili di Tonno rosso (Thunnus thynnus). Spesso, i piccoli esemplari, si radunano sotto ai “cannizzi” o “cannizzati”, tecnicamente noti come FADs e posti lungo le coste per insidiare la specie bersaglio Lampuga (Coryphaena hippurus). Data la loro estrema voracità sono spesso vittima delle lenze da traina degli sportivi, alcuni dei quali li insidiano appositamente (e illegalmente) trainando esche artificiali sotto a tali oggetti galleggianti, sfruttando quindi l’abitudine di questi giovani ed estremamente vulnerabili individui a radunarvisi sotto.

Ripopolamento ittico: calo in mare di strutture idonee per offrire rifugi e ripari a specie ittiche di vario tipo, sia di interesse commerciale che non, e a tutta la comunità marina animale ad esse associata. Il progetto mira a raggiungere, nel giro di qualche anno, un incremento quali-quantitativo della fauna ittica grazie ad appositi moduli artificiali. La situazione sarà monitorata tramite censimenti visivi e pesca sperimentale.

Inquinanti ambientali e studi ecotossicologici: test ecotossicologici su invertebrati marini e pesci e indagini su matrici naturali quali acqua e sedimenti al fine di valutare lo stato ambientale e le risposte indicatrici di danno chimico e/o fisico negli organismi marini dovuti a inquinanti di origine antropica.

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